Tutti in vacanza a Marina Romea!
Anni Sessanta: subito vengono in mente parole come boom economico, Vespa, Cinquecento, Gianni Morandi e balera.
Sai che in quegli anni ce n’era una anche a Marina Romea, di balera? Più precisamente, al posto dell’attuale locale chiamato Il vecchio e il mare. Si trattava di uno spazio all’aperto con un piccolo bar e un’orchestra che suonava; un luogo in cui bere qualcosa, ascoltando un po’ di musica, e scatenarsi in pista da ballo senza pensare a niente.
Gli anni Sessanta sono stati un periodo d’oro, per la nostra località balneare, divenuta via via meta gettonata di tanti turisti e turiste (tra cui moltissime francesi e milanesi).
In questi giorni abbiamo raccolto un po’ di informazioni su quel periodo. Quel che segue è ciò che è emerso dai racconti di chi ha avuto modo di vivere in prima persona quegli anni di boom romagnolo.
Marina Romea negli anni Sessanta, un po’ italiana e un peu française.
I turisti francesi arrivavano numerosi, numerosissimi, per una ragione precisa.
L’allora Club Européen du Tourisme (Club Europeo del Turismo) aveva stipulato un contratto con il Club del Sole. In altre parole, buona parte dell’accoglienza e dell’intrattenimento di Marina Romea parlavano il francese come seconda lingua.
Gli staff delle strutture alberghiere e dei luoghi di divertimento più attivi, quindi, erano composti per metà da personale italiano e per l’altra metà da professionisti francesi. Insieme lavoravano in stile villaggio turistico, organizzando un gran numero di spettacoli in cui gli stessi membri dello staff si divertivano a fare gli attori, i cantanti e i presentatori per intrattenere praticamente tutto il paese.
E poi c’era un discreto investimento nella promozione turistica oltralpe, finalizzato a invitare quante più persone a conoscere le meraviglie d’Italia e, soprattutto, questa nuova località balneare romagnola (ricordi che qualche tempo fa si parlava della nascita di Marina Romea? Rileggi l’articolo per sapere come tutto è iniziato!).
Costume intero VS bikini: al mare con pudore e bisogno di emancipazione.
Un aspetto curioso e interessante è rappresentato dal diverso modo di vivere la spiaggia da parte delle ragazze dell’epoca.
Le fanciulle delle nostre zone, ad esempio, si facevano accompagnare dalle madri. Non andavano mai in giro da sole, né in spiaggia né tanto meno la sera. I loro costumi erano interi, abbastanza castigati, il più possibile coprenti per restare entro i confini della pudicizia dell’epoca.
Le donne francesi e milanesi seguivano le mode del momento e al mare ci andavano, sì, ma senza mamme e senza costume intero: i loro corpi in bikini illuminavano gli sguardi e rompevano le righe.
In altre parole, il loro modo di vivere la spiaggia, e le vacanze in generale, rivelava una crescente voglia di disinibizione e di emancipazione nei confronti di una società in fortissimo cambiamento.
Dalle campagne con furore: obiettivo corteggiamento.
Inutile dire che i giovanotti ravennati, e mica solo loro, usavano andare a Marina Romea per provarci con le ragazze. Francesi e milanesi erano certamente nel loro mirino insieme a tutte le novità che portavano.
Nel caso delle francesi, quella linguistica sarà stata una barriera? Come si saranno capiti, parlando due lingue diverse?
Ma sì, inutile girarci tanto attorno: quando scatta la scintilla, e ci si piace, non c’è barriera che tenga. In qualche modo si saranno capiti.
Noi vogliamo anche credere che molti di loro si siano amati a lungo, o quanto meno ricordati a vicenda, nel corso delle loro vite.
Ora e sempre, viva l’amore!





